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Milano
città del fare
degli affaristi, delle fabbriche
persa nella morsa del lavoro
lavorare per lavorare
Chi volta el cuu a Milan,
lo volta al pan
si diceva negli anni 60.
Ho ascoltato De Chirico
che diceva invece,
Milano è un'incompresa
perchè in realtà
è una città romantica.
E' romantica nello sguardo del panettiere
è li da 50anni e continua a fare il pane,
per il suo quartiere.
E' romantica in Piazza del Governo Provvisorio
quella delle 5 giornate
con i tavolini fuori e una gelateria
che regala sempre un sorriso
a ragazzine e ragazzini scalmanati.
dove il gelataio
molla il bancone
per giocare con loro a rialzo
e respirare con loro un pò di vita
E' romantica nei bar
che sanno ancora di anni 60
con le foto di Rivera e Mazzola
e l'eco di Jannacci, Gaber e Celentano.
E' romantica in certi momenti
lungo la Martesana
o il Naviglio Grande
uscendo da un'osteria
dopo aver cantato con gli amici
a parte le pategane che rincorrono i gatti.
E' romantica nello sguardo della gente
ottantenne, che sa cos'è la fatica
e ci tiene a far le cose bene
a tener la casa pulità e l'aiula senza cacche
che il suo pezzo di pane
se l'è guadagnato
prendendo il tram ogni mattina
mangiando nebbia, bevendo caffé
portandosi la schiscetta
senza che nessuno
gli abbia mai regalato niente.
Ed è romantica
anche quando è triste e malinconica,
avvolta un pò nel mistero
un pò nel freddo
un pò nella timidezza
di chi guarda palazzi troppo alti
grattacieli verdi e vetrine
scintillanti e solitarie
e pensa tel chi Milan
l'è la mia città grande
che odio e amo.